Revisione del testo

Revisione del testo a caldo e a freddo

26 Marzo 2021
REVISIONE DEL TESTO

Prima di entrare nel merito della revisione di un testo, vorrei citare un passaggio tratto dal Mestiere di scrivere di Carver che trovo calzante:

 

Agli aspiranti scrittori di racconti che frequentavano il suo corso, Gardner richiedeva un racconto tra le dieci e le quindici cartelle. Chi voleva invece scrivere un romanzo doveva sottoporgli un capitolo di circa venti pagine, più uno schema del resto della trama. Il bello era che sia il racconto che il capitolo del romanzo potevano essere riscritti anche dieci volte nel corso del semestre prima che Gardner ne fosse soddisfatto. Uno dei suoi principi fondamentali era che uno scrittore scopre quello che vuol dire mediante un continuo processo consistente nel vedere quello che ha già detto. E questa visione, questo processo di messa a fuoco della visione, si otteneva mediante la revisione. Gardner credeva profondamente nell’efficacia della revisione, nella revisione senza fine; era una cosa che gli stava molto a cuore e che, ne era convinto, era importantissima per gli scrittori, in qualsiasi fase di sviluppo si trovassero.

 

La revisione senza fine di cui parlava Gardner è un modo per sviscerare il tuo scritto, per scavare dentro te stessa e far emergere il tuo pensiero autentico, mettendo a tacere il tuo censore interno. Ma continuare a revisionare senza arrivare al dunque può essere un’arma a doppio taglio.

Cosa significa?

Tutti facciamo errori, è normale, ed è giusto mettersi al lavoro in modo da perfezionare il proprio manoscritto. Ma come in tutte le cose, c’è bisogno di equilibrio. Quando scrivo, non sono mai pienamente soddisfatta al cento per cento del risultato, selezionare le informazioni che voglio dare è quasi castrante e interverrei sul testo mille volte alla ricerca della perfezione.

Al termine della stesura di un articolo, ad esempio, rileggo diverse volte ciò che ho prodotto, e mano a mano che procedo nella revisione, subentra la parte tecnica e razionale del processo, oscurando quella creativa che mi ha spinto a scrivere.

Ecco perché revisionare senza fine può rivelarsi un’arma a doppio taglio:

  • la revisione migliora il testo
  • una iper correzione può peggiorarlo

Quello che ti consiglio di fare è prenderti cura del tuo manoscritto, ma senza essere maniacale. La revisione ti aiuta a vedere oltre il testo, è quindi importante non limitarsi a una rilettura superficiale solo per la fretta di inviare il manoscritto all’editore, ma bisogna capire qual è il limite da non superare.

 

LA PRIMA REVISIONE DEVI FARLA TU

La revisione non è solo un processo oggettivo che segue determinate regole. Un altro aspetto importante su cui dobbiamo porre la nostra attenzione è costituito dall’effetto emotivo che quel testo ha su chi legge, dovuto in gran parte alle sensazioni che ti hanno portato a mettere su carta quella storia.

In questo articolo, troverai ciò che ti serve per procedere a una revisione strutturale del manoscritto, ma per ora ti basti sapere che editare un testo significa migliorarlo e perfezionarlo, ma non è un lavoro che spetta solo all’editor.

Infatti, solo tu puoi conoscere il significato preciso di ciò che hai scritto, il messaggio e il tema che vuoi emergano dalla tua narrazione, e l’impatto emotivo che desideri avere sul lettore.

L’opera che sottoponi a un editor dovrebbe essere il risultato di un processo di perfezionamento che hai già svolto per conto tuo.

Se impari a revisionare il tuo testo, migliorerai nella scrittura; fa parte del processo e ti permette di crescere.

La revisione viene spesso intesa come qualcosa che deve avvenire dopo. In altre parole: quando hai finito di scrivere, dopo la stesura di un racconto o di un romanzo. In realtà, puoi farla in momenti differenti e prevedere interventi diversi a seconda di quanto ti senti ancora vicina o meno al testo.

 

LA REVISIONE DEL TESTO A CALDO

La revisione a caldo avviene quando il testo è ancora un magma di eventi in divenire. La fai istintivamente in corso d’opera, nel momento in cui scrivi, torni indietro, rileggi, sistemi. Lavori su qualcosa che non è ancora definitivo, puoi riscrivere e revisionare sotto l’impulso delle emozioni che la narrazione ti trasmette, delle sensazioni che ti hanno spinto a scrivere quella frase in quel determinato modo. Se riesci a trasferire le emozioni sulla carta, riuscirai a far rivivere quelle stesse emozioni anche a chi legge.

 

Pensate a un pittore con una tela a disposizione. Dipinge tutto il giorno, per giorni, poi raschia via il colore e ricomincia da capo. Può ripetere questo processo per dozzine di volte prima di arrivare all’opera compiuta. Tutto questo lavoro è tempo perso? No di certo, è parte del processo creativo.

Gotham Writer’s Workshop, Lezioni di scrittura creativa

 

Forse non è il tuo caso, e quando inizi a scrivere vai come un treno fino alla fine senza rileggere niente. Se invece ti sei resa conto che, mentre scrivi, rileggi e correggi mano a mano che procedi, sebbene questo processo racchiuda in sé il vantaggio di mantenere viva l’anima della narrazione, fai attenzione, perché la revisione a caldo nasconde due insidie:

  • desideri che la tua opera sia perfetta o quasi, questo ti porta a revisionare di continuo e ti impedisce di andare avanti. Il rischio è quello di arenarti e di non arrivare mai alla fine della stesura. Forse hai bisogno di un progetto, per questo non riesci a sbloccare la situazione o forse sei troppo scrupolosa. In quest’ultimo caso tanto di cappello, ma è importante capire quando è il momento di fermarsi. La perfezione non esiste e forse è un bene;
  • la stesura spesso non è un processo lineare, puoi cambiare idea in qualsiasi momento sull’andamento della storia e proprio per questo ti manca una visione d’insieme; non sei abbastanza obiettiva perché non hai preso sufficiente distanza dalla tua opera e non l’hai ancora conclusa.

Ecco perché una volta finito il lavoro di stesura e revisione a caldo, c’è bisogno di passare alla fase successiva.

 

LA REVISIONE DEL TESTO A FREDDO

Se hai finito la stesura del tuo manoscritto, è arrivato il momento di accantonarlo per un po’. Per quanto tempo? Dipende da te, l’importante è che tu metta tra te e il testo una certa distanza temporale ed emotiva. Il tuo manoscritto, in questa fase, è ancora acerbo, ha bisogno di maturare ed essere rivisto in un momento in cui sei meno coinvolta. In questo modo ti dimenticherai un po’ la storia e quando la riprenderai in mano per rileggerla la vedrai con occhi nuovi, quasi come se l’avesse scritta qualcun altro. Non è una magia, è ovvio che sentirai comunque un legame con ciò che hai scritto, ma riuscirai a essere un po’ più oggettiva e a vedere quei difetti che prima non riuscivi a scorgere.

Quando avrai portato a termine anche la revisione a freddo, allora potrai chiedere a qualcun altro di darti un parere. Potrai eventualmente affidarti a un editor o mandare il tuo manoscritto a un editore.

La revisione a freddo deve avvenire prima di dare la tua opera in pasto a qualcuno.

Ricorda, però, che anche in fase di revisione a freddo devi fare attenzione a due cose:

  • ripetuti interventi rischiano di soffocare la parte emotiva del testo a favore di quella razionale e tale processo può contribuire a raffreddare troppo il tuo scritto. Seppure ottenessi un racconto inattaccabile dal punto di vista della struttura, della coerenza narrativa, dello stile, se non trasmetterà emozioni assomiglierà molto di più a un manuale di istruzioni che a un romanzo;
  • non aspettare troppo tempo per riprendere in mano il testo. Se aspetti troppo a revisionarlo, rischi di non avere più voglia di portarlo a termine. Il legame che avrai con la tua creatura sarà molto diluito, troppo. Devi allontanarti dal testo abbastanza tempo per perdere la tua visione perfetta di ciò che hai scritto, ma devi ancora desiderare di lavorarci per finirlo.

Hai voglia di raccontarmi come lavori? Ti schieri dalla parte delle revisioni a caldo o scrivi tutto d’un fiato per poi revisionare il testo solo a posteriori?

Se ti va, raccontamelo nei commenti qui sotto.

 

 

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