EDITING

Ecco alcuni dei concetti sui quali mi baso quando revisiono un testo in fase di editing.

Il dono della sintesi

Ritengo che il dono della sintesi sia uno dei migliori alleati di uno scrittore.

I lettori hanno bisogno di essere colpiti in modo diretto dalle parole che leggono. Diamo loro dei messaggi immediati che li portino a pensare in modo attivo. Strappiamoli dalla routine!

Show, don’t tell

Mostra, non raccontare.

Spesso lasciare spazio all’immaginazione è molto più efficace di una descrizione accurata e permette al lettore di sentirsi parte attiva della narrazione, di usare le parole che legge come un veicolo per la propria libertà di fantasticare.

Voi potete informarmi tramite la narrazione pura e semplice che il vostro protagonista principale, Mistuh Butts, non è mai andato bene a scuola, non è mai andato molto a scuola, ma potete trasmettermi la stessa nozione, e in maniera assai più incisiva, attraverso il suo modo di parlare… e uno dei punti cardinali del buon raccontare è non raccontare mai una cosa quando la si può invece mostrare:

«Secondo te com’è?» chiese il ragazzo. Grattò nella terra con la punta del bastone senza alzare la testa. Disegnò forse una palla, o un pianeta, o nient’altro che un cerchio. «Credi che la Terra giri intorno al Sole come dicono?»

«Io non so che cosa dicono» rispose Mistuh Butts. «Io non ho mai studiato che cosa dice questo o quello, perché uno ti dice una cosa e un altro te ne dice un’altra finché ti viene mal di testa e ti scappa l’ammenito.»

«Che cos’è l’ammenito?» chiese il ragazzo.

«Ma la pianti mai con le domande!» esclamò Mistuh Butts. Strappò il bastone dalla mano del ragazzo e lo spezzò. «L’ammenito ce l’hai nella pancia quando è ora di mangiare! Se no sei malato! E la gente dice che io sono ignorante!»

«Oh, appetito» disse placido il ragazzo e riprese a disegnare, questa volta con il dito.

[Brano tratto da On Writing di Stephen King]

La saggezza di Oscar Wilde

Oscar Wilde diceva: Man can believe the impossible, but man can never believe the improbable. L’uomo può credere all’impossibile, ma non può credere all’improbabile.

Un testo deve presentare dei nessi causa-effetto credibili. Se un lettore può credere a un drago che vola in un libro fantasy, non potrà mai credere che le difficoltà di un uomo dedito al gioco e pieno di debiti si risolvano con lo stesso uomo che casualmente trova un biglietto della lotteria vincente per strada.

Il compito dell’editor

Ma cosa fa, quindi, un editor?

Compito principale dell’editor è quello di rispettare le intenzioni che hanno portato l’autore a scrivere la propria opera, rispettare le sue scelte, le emozioni che lo hanno guidato.

L’editing non deve mai essere invadente, non deve riscrivere o stravolgere un testo.

Propongo interventi basati sul confronto diretto con l’autore, per individuare la soluzione più vicina alle sue corde e al messaggio che vuole trasmettere. Credo molto in questo: nel messaggio intrinsecamente presente in un testo. Spesso è quello che guida la storia, che guida lo svolgersi degli avvenimenti e i personaggi a prendere le loro decisioni. È il sapore che rimane in bocca al lettore una volta che ha chiuso il libro dopo la parola fine.