CORREZIONE BOZZE

Quando si sente parlare della correzione bozze molto spesso nella mente si prefigura l’immagine della noia assoluta: testa ciondolante, penna svogliata, sguardo vacuo. In realtà è una fase molto importante, in quanto è il preludio alla pubblicazione. È un momento che richiede la massima attenzione e confesso di trovarlo molto rilassante.

La correzione bozze è successiva alla fase di editing. Lo scopo è quello di ripulire il testo da quei refusi e quelle sporcizie che rimangono dopo averlo rimaneggiato per giorni. Spesso capita che le due fasi (editing e bozze) si sovrappongano ‒ se mi imbatto in un congiuntivo sbagliato non riesco proprio a lasciarlo impunito  ma l’una, su richiesta, può escludere l’altra.

PRIMA

Conosceva ormai a memoria quei corridoi. Li percorreva ogni giorno, quando di corsa, quando camminando, quando sostando tra una camera di degenza e l’altra.

Era un ambiente freddo e asettico. Loredana sentiva un brivido attraversarla ogni volta che si guardava intorno e vedeva medici e infermieri in camice bianco.

Federica, la centralinista, era un esempio di efficenza e gentilezza. Chissà come faceva a non perdere mai la pazienza, con nessuno. Né con i pazienti più fastidiosi né con i visitatori più pedanti. Era al telefono ora. Forse le centralniste le sceglievano anche in base al timbro di voce. Il suo era genuino e allegro, dopotutto lavorare in un posto del genere richiedeva un certo savoir faire e Federica ci sapeva proprio fare.

DOPO

Conosceva ormai a memoria quei corridoi. Li percorreva ogni giorno, a volte di corsa, a volte camminando o sostando tra una camera di degenza e l’altra.

Era un ambiente freddo e asettico. Loredana sentiva un brivido attraversarla ogni volta che si guardava intorno e vedeva medici e infermieri in camice bianco.

Federica, la centralinista, era un esempio di efficienza e gentilezza. Chissà come faceva a non perdere mai la pazienza, con nessuno. Né con i pazienti più fastidiosi né con i visitatori più pedanti. Era al telefono ora. Forse le centraliniste le sceglievano anche in base al timbro di voce. Il suo era genuino e allegro, dopotutto lavorare in un posto del genere richiedeva un certo savoir faire e Federica ce l’aveva.