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Il mio migliore sbaglio di R.S. Grey

5 maggio 2017
Il mio migliore sbaglio

Potrei dividere la recensione de Il mio migliore sbaglio in due parti, potrei…

Ormai sono mesi che ho finito di leggerlo. Di solito non faccio in tempo a chiudere un libro che sono già ComputerAllaManoInModalitàRecensione! Mi piace mettere subito nero su bianco, perché conservo ancora vive e fresche le emozioni che mi ha trasmesso, sia in positivo sia in negativo, e mi è più facile esprimerle.

In questo caso, questa mia personale usanza è stata abbandonata, pecché… non so pecché… sono fatti miei!! Ahahah, che cretina! Scusa, ora torno seria.

SINOSSI

Le selezioni per le Olimpiadi sono alle porte e l’ultima cosa che la diciannovenne Kinsley Bryant deve fare è distrarsi con Liam Wilder. Lui è un calciatore professionista, un bad boy adorato in America e ha tutte le caratteristiche del seduttore di talento: un viso che fa piangere le ragazze, degli addominali su cui si potrebbe grattugiare il parmigiano (quello buono), abbastanza fiducia in se stesso da sfuggire alla forza di gravità. Per non parlare del fatto che Liam è assolutamente off limits. Proibito. Gli allenatori lo hanno detto chiaramente a Kinsley e alle sue compagne: “concedetevi qualsiasi forma di fraternizzazione extra-allenamento con lui e verrete sbattute fuori da questa squadra più in fretta di quanto voi possiate contare i suoi tatuaggi”. Ma ciò non ha fatto che renderlo ancora più attraente. E poi Kinsley ha già contato i tatuaggi visibili e non è certo il tipo di persona che lascia le cose in sospeso…

La chimica tra lei e Liam è innegabile e presto si trovano costretti a combattere per tenere segreta la loro storia – tra paparazzi invadenti, compagne di squadra invidiose, dubbi e fraintendimenti. Ma entrambi sono determinati a vivere il sogno sportivo quanto il loro amore e nulla riuscirà a dividerli o scoraggiarli…

COSA NE PENSO

Non ho recensito subito: perché?

L’inizio mi aveva catturata, la lettura scorreva veloce e la storia risultava carina. Non eccelsa diciamocelo, poi se c’è una cosa che non sopporto è quando a ostacolare un amore ci si mettono cose come: l’immagine, l’opinione altrui, i genitori contrari. Non lo sopporto, perché le considero cose insignificanti di fronte ai sentimenti e in questi casi cadere nella banalità è un attimo.

“Ti faccio vedere il mio se mi fai vedere i tuoi” mormorai sfacciata, riferendomi ai tatuaggi, naturalmente.

Lei si chiama Kinsley, 19 anni, calciatrice, sogna di partecipare alle Olimpiadi.

Lui è il suo coach (intriga, vero?); Liam Wilder ha qualche anno più di lei ed è un rinomato giocatore di calcio, playboy incallito, bello e irraggiungibile.

Atmosfera molto americana, i due si girano intorno per un po’, si annusano, si strusciano (si può dire?), finché lui non si rivela.

Liam è ok, mi è piaciuto, ovviamente un fisico da sballo (così come Kinsley, ma insomma! sono tutti così belli nei libri!?) sicuro di sé, ha il polso della situazione finché non scivola dentro… ops! Sa quello che vuole e a noi piacciono gli uomini che sanno cosa vogliono!

Anche Kinsley mi è piaciuta, l’autrice è stata brava a delineare i tratti di entrambi i protagonisti trascurando, ahimè! quelli dei personaggi secondari.

Kinsley è una ragazza semplice e spiritosa, capace di non prendersi troppo sul serio. La passione per il calcio è la sua guida finché non si rende conto di quanto sia importante il suo amore per Liam, lui ha il potere di portarla su un altro pianeta facendole dimenticare tutto il resto.

Dovevo comportarmi come se tra noi non fosse cambiato niente? Quanto ci avrei messo ad abituarmi a quella calvizie là sotto? Che gli piacciano i peli, laggiù? E in questo caso… le faranno le extension per cose del genere? Ero disposta a incollarmi un toupet alle parti intime per lui?

Tra paparazzate, compagne di squadra gelose e situazioni bizzarre, ho scoperto in questa autrice una sottile ironia che non manca di far sorridere.

La storia si snoda tra allenamenti di calcio, situazioni imbarazzanti e frequenti feste che ti trasportano in un mondo che non ti appartiene (perlomeno non a me). Mi ha fatto pensare, a tratti, alle atmosfere di American Pie, ma sicuramente meno demenziali.

E così la storia scorre fino a metà, ti porta ad un punto in cui pensi che tutto stia volgendo al termine in previsione (ho pensato) di un’altra “bomba” pronta ad esplodere.

Mi aspettavo colpi di scena e situazioni intricate anche perché, diciamocelo, a parte il problema dei paparazzi e dell’immagine, doveva pur esserci qualcos’altro a ostacolare la riuscita di questa relazione!

E invece no. A metà libro ho avuto una battuta d’arresto e ho capito forse il significato di blocco del lettore. Cavolo, non riuscivo a continuare! Mi stavo annoiando.

Lentamente, pagina dopo pagina, ho ripreso il ritmo ma la curiosità è scesa sotto le scarpe. Sono andata avanti a inerzia, lo confesso, ma avendone già letto metà, mi scocciava non arrivare alla fine, avevo la vana speranza che la trama avrebbe ripreso corpo.

Non sto dicendo che è un brutto libro, tutta la prima parte vale la pena leggerla, è una storia carina e leggera, la cosiddetta “lettura da spiaggia”.

La seconda parte così così, può piacere come no. A me è sembrato un modo per allungare la storia quando non strettamente necessario. Se l’autrice avesse deciso di arricchire un po’ di più le vicende degli altri personaggi e di finire il libro a metà (dato che tra Kinsley e Liam l’argomento pareva esaurito), sarei stata d’accordissimo con lei.

D’altra parte ci sono libri di 120/150 pagine molto belli, non è necessario scriverne 300/400 per rendere interessante una storia quando il rischio è quello di affossarla, no?!

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