Recensioni

L’isola delle farfalle di Corina Bomann

6 aprile 2017
Corina Bomann

Corina Bomann, tanto ma tanto piacere di conoscerla. Sono davvero ammirata dal suo lavoro e vorrei stringerle la mano per farle sentire quanto la stimi per aver scritto questo romanzo.

Come non ringraziare il blog Una pausa di lettura per avermi fatto dono di questo libro? Grazie davvero Valentina, probabilmente senza di te sarei rimasta ignara dell’esistenza di questa sorprendente scrittrice.

SINOSSI

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica – a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…

COSA NE PENSO

È piuttosto frequente pensare che il passato sia un pesante fardello da trascinare con fatica. Ma per passato intendiamo soprattutto il gravare sulle nostre spalle degli anni trascorsi: la nostra infanzia e la nostra giovinezza. Di certo non è usuale pensare che le nostre vite possano essere condizionate anche dalle azioni dei nostri avi.

Corina Bomann ci insegna anche questo, quanto un passato nebuloso possa influire con prepotenza su ciò che siamo nel presente; ci insegna come il suo essere nascosto in profondità possa nuocere ai suoi discendenti appesantendone l’ignoranza.

Dietro consiglio della zia ammalata, troppo stanca per mantenere da sola il segreto di famiglia, Diana va alla ricerca delle proprie radici, non immaginando di trovarle in un paese così lontano dal suo; scoprirà che ad attenderla non è solo un viaggio attraverso i secoli, ma anche verso un luogo del quale non immaginava le magnificenze né la possibilità di sentirvisi come a casa.

Corina Bomann ci accompagna indietro nel tempo in uno Sri Lanka di fine ‘800, durante la nascita delle prime piantagioni di tè. In quei luoghi meravigliosi attraversati da una cultura antica e pura, la corruzione e la violenta superbia dell’uomo “civilizzato” non potranno fare altro che denigrarla e distruggerla. Non potrai evitare di amare quei luoghi contemplati dagli occhi di Grace; non potrai non capire i sentimenti più profondi dei personaggi che popolano questo romanzo, ogni goccia del loro essere trapassa le pagine per adagiarsi sulle tue mani, permettendoti di godere della loro essenza e freschezza.

Grace ha un cuore puro come le tradizioni del paese nel quale è emigrata. Antenata diretta di Diana, sua bis-bisnonna, avrà molto da insegnarle con il diario che ha lasciato e al quale ha confidato i suoi più intimi segreti. Ma l’amore porta lontano per chi ha il coraggio di seguirlo e Grace ne ha avuto davvero.

In un mondo in cui la donna ha un futuro già scritto, in cui la sua possibilità di scelta è ridotta a niente, questa ragazza trova il modo di ribellarsi nella maniera più audace e incredibile possibile, per guadagnarsi il diritto alla vita e all’indipendenza.

Diana Wagenbach scava nel passato dei suoi antenati con una testardaggine e una sete di sapere che non ha eguali, come spinta dalla forza di volontà di Grace che, nonostante i secoli, abbraccia il suo presente. Accompagnata da un ricercatore per metà inglese e per metà tamil, scoprirà segreti che sono stati sepolti dal tempo ma che non desiderano altro che essere liberati per poter finalmente riposare in pace.

È una storia d’amore, di coraggio, di ingiustizia e di dolore. Non c’è un lieto fine ma neanche un terribile epilogo, perché dove c’è la fine di una vita, di un istante, di un’epoca, di un’amore, c’è sempre anche una loro rinascita.

E sono questi sentimenti di speranza che mi hanno avvolta nelle loro dolci spire durante la lettura di queste pagine. Corina Bomann ha raccolto le sue energie per creare un universo denso di emozioni; sono stata travolta dallo sdegno, dalla delusione, dalla fiduciosa aspettativa in un futuro migliore, dall’ammirazione per Grace, il mio personaggio preferito e vera protagonista di questo libro. Una donna come ce ne dovrebbero essere tante, che non si fa piegare da niente e nessuno e che ha il coraggio di parlare quando tutti le dicono di tacere.

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2 Commenti

  • Reply Valentina 6 aprile 2017 at 10:30 am

    È un libro che incanta , sono felice ti sia piaciuto😊

    • Reply Linda 6 aprile 2017 at 11:13 am

      Incanta è proprio la parola giusta, spero lo continuino a leggere in tanti! Grazie per essere passata!

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