Anteprime

Un accordo maggiore in sottofondo

17 maggio 2016

Il sole splende alto nel cielo e possiamo sperare di vedere tramonti come questo a breve.. e forse potremmo anche udire “un accordo maggiore in sottofondo”..

Oggi ti propongo qualcosa di nuovo (anche per me), una sfida contro il tempo e i numeri!

Di cosa parlo? Sono stata un po’ vaga, lo so, ma tra qualche riga ti spiegherò meglio come funziona questo gioco 😉 , per ora abbi un po’ di pazienza e vai avanti a leggere, please 😀 .

Abbiamo un giovane ragazzo toscano, di Pietrasanta per la precisione. Ci sei mai stato/a? Io qualche anno fa, è un paesino delizioso, si visita in pochi minuti (sì davvero, è piccolissimo!), se passi di là, vale la pena farci un salto!

Tornando a noi, dicevo, abbiamo un giovane ragazzo toscano, Ugo Cirilli, che si racconta così:

Sono nato nel 1985 a Pietrasanta (LU), in Toscana.
Appassionato lettore fin dall’ infanzia, ho conseguito la maturità classica e mi sono laureato in Psicologia Cognitiva Applicata. Negli anni, tra esperienze nel settore della comunicazione online e live come chitarrista di band più o meno stravaganti, mi sono cimentato spesso nella difficile, ma meravigliosa arte di scrivere.
Parallelamente ho continuato ad approfondire le tematiche della psiche umana, del benessere psicofisico e della prevenzione dello stress.
Tutti i miei interessi sono confluiti, in qualche modo, nella trama del mio romanzo “Un accordo maggiore in sottofondo”.

I suoi interessi sono, quindi, confluiti in questo romanzo, dice Ugo: “Un accordo maggiore in sottofondo”. Il titolo mi ha subito conquistata. Quando sono stata contattata dall’ autore e ho letto alcuni estratti, avrei voluto avere il libro tra le mani per poterci dare una sbirciatina più approfondita. Dentro queste pagine c’è la promessa di grandi temi, trattati in modo semplice e delicato, che portano il lettore a confrontarsi con sé stesso. Questo è quello che ho percepito. Dai un’occhiata a questa breve sinossi:

Il protagonista del romanzo, Stefano B., accoglie i lettori con una premessa: stanno per leggere un diario che ha scritto in un momento particolare della sua vita, quando si trovava in un luogo lontano da casa per “riordinare le idee”.

Chi è Stefano?

Scopriremo gradualmente che si tratta di un giovane musicista, travolto da un successo inatteso a causa di un video caricato, quasi per scherzo, su YouTube. Così, l’io narrante svelerà gradualmente gli episodi salienti dei suoi esordi: apparizioni televisive movimentate, dj set, mondanità ridicole e incontri con personaggi chiave, fino a un epilogo inatteso e liberatorio.

“Un accordo maggiore in sottofondo” può essere definito un romanzo di formazione degli anni duemila che, tra le righe di una trama ricca di colpi di scena, suscita una riflessione sul mito del successo e sulla ricerca della felicità.

Nel suo percorso di artista ed essere umano, Stefano dovrà infatti chiedersi cosa vuole veramente, arrivando a riconsiderare la sua visione dei rapporti familiari, dell’amore, della musica e della vita in generale.

Il romanzo contiene un esperimento di unione tra i mondi della narrativa e delle note: in due punti della narrazione, Stefano inviterà i lettori a cercare la sua musica nascosta nel web e ad ascoltarla. Si tratta in realtà di due tracce elettroniche molto particolari, composti dall’autore del romanzo, Ugo Cirilli.

“Un accordo maggiore in sottofondo”, è un curioso esperimento di unione tra i mondi della narrativa e della musica. L’aspetto “musicale” del libro, nasce da un’esperienza dell’autore come chitarrista in band della sua zona, durata alcuni anni durante i quali si è dedicato alla musica elettronica e ha cercato di sviluppare un sound personalizzato, maturando, così, uno stile che unisce passaggi ritmati a sfumature d’atmosfera.

Data la natura “sperimentale” del romanzo, è attualmente oggetto di una campagna di crowdfunding su Bookabook.

Ma che roba è il C-R-O-W-D-F-U-N-D-I-N-G !? Te lo stai chiedendo?

Io sì, è proprio quello che mi sono chiesta quando ho letto quella parola.. Nel caso dei libri, ho scoperto, si tratta di un’iniziativa davvero carina che dà al lettore la possibilità di fare pubblicare quelli più “gettonati”. Ti spiego meglio, se già non lo sai (spero di non essere rimasta l’unica sulla faccia della terra a non sapere ‘ste robe!! x| )

Bookabook è un portale dedicato al crowdfunding letterario: ad ogni libro viene affidato un budget da raggiungere in un determinato lasso di tempo. Gli utenti incuriositi da uno dei libri proposti, lo acquistano in anticipo (prima della pubblicazione), nel formato preferito (ebook o cartaceo).

Si tratta di una realtà molto seria e professionale, infatti se, scaduto il tempo, la campagna non raggiunge l’obiettivo economico, chi ha acquistato il libro riavrà indietro l’importo versato. Se, invece, trascorsi i mesi stabiliti, il goal sarà raggiunto, gli editor di Bookabook interverranno per i “ritocchi finali” e invieranno il libro a tutti i sostenitori, nella versione scelta. Il libro verrà quindi pubblicato!!

Tra le possibilità per i lettori, esiste una serie di opzioni davvero convenienti: parlo di quelle con la voce “bozze”. Chi sceglie quei pacchetti riceverà subito l’ebook completo (non appena effettuerà il pagamento), sebbene non “editato” dallo staff del sito. Anche questi utenti, se la campagna non andrà a buon fine, saranno risarciti della cifra versata.

Ti lascio in compagnia di un piccolo estratto del capitolo 21 di “Un accordo maggiore in sottofondo”, per stuzzicare un altro po’ la tua curiosità. Ti ricordo che, se vuoi saperne di più e leggere qualche altro estratto, puoi andare sul sito Bookabook, di cui ti ho parlato prima:

Sono salito su una collinetta erbosa. C’è vento, ma oserei quasi dire che fa caldo. Che bello, quell’edificio bianco laggiù, che mi sembra proprio un faro. Mi piacerebbe visitarlo, ma per ora sono confinato qui. Ancora per poco, comunque, lo so.

Mi fa uno strano effetto, pensare che sto per lasciare questo posto al quale ero tanto abituato. Sono sollevato, sì. Sollevato perché me ne vado da certi enigmi inquietanti. Anche nello stato di calma, di serenità che sto imparando a cercare e mantenere, riaffiora infatti, a momenti, il mistero del quadro di Gary. Chi l’ha preso? E chi è quella persona che detesta noi ospiti “viziati”, come scrive al dottor S.?

Eppure, un senso di pace domina in me. 

E pensare che spesso, nella mia vita, mi sono fatto certe paranoie per faccende molto meno preoccupanti!

Ho qui in mano un articolo che il dottor S. mi ha dato in uno dei nostri primi colloqui; è in inglese, sono circa cinque pagine e, forse, anche per questo l’avevo messo in un cassetto della stanza, dimenticandolo lì.

Ne ho letto già due pagine in un soffio e mi do del cretino per non averlo fatto prima! Parla di una teoria che spiega tante cose di me, di quanto sono cambiato, di certi stati d’animo che ho scoperto.

La teoria si chiama “Hedonic treadmill” e la riassumo in breve. In pratica, gli esseri umani sarebbero “programmati”, per ragioni legate alla sopravvivenza e all’evoluzione, per tornare automaticamente a un livello base di serenità, una volta sgomberata la mente da preoccupazioni o sensazioni negative.

Quanto rapidamente si ripristini questa condizione, dipende dalla personalità che abbiamo sviluppato.

Uno degli studi citati nell’articolo porta la firma del dottor S., tra gli autori.

Dice che le persone che hanno una maggior tendenza a “rimuginare”, ossia a rievocare ossessivamente pensieri preoccupanti, tornano più lentamente verso la condizione di base. Invece, chi riesce a interrompere prima il flusso di negatività, magari concentrandosi, semplicemente, sul respiro o sulla contemplazione (come sto imparando anch’io) ed evitando sterili “monologhi interiori”, torna alla serenità base in tempi sorprendentemente veloci. Queste persone risultano avere perfino un sistema immunitario più efficiente, che si traduce in migliori condizioni di salute. 

Sorprendenti, queste connessioni tra la mente e il corpo!

Oh, ecco, là in spiaggia, quasi sul bagnasciuga, Gary.

Che fa? Ah, scatta delle foto col cellulare al mare. Dice che gli servono per un quadro che ha in mente.

Lo sento, ha trovato la sua strada. E io?

Io, meglio che torni a raccontarvi cosa è successo quell’estate, mentre ero costretto a stare in “standby” dalla casa discografica. Ripercorrerla mi aiuterà a capire me stesso, ne sono certo.

Perché in quel mese di stop dalla musica, tutto cambiò. Mi avviai verso quel… “patatrak” che, forse, mi ha salvato.

Quel fantastico patatrak!

Cosa ne dici? Diamo a Ugo Cirilli il nostro sostegno?

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